29 luglio 2006

Viaggi d'artista

Ho sfogliato Revolving Landscape, libro-resoconto del viaggio che l'artista Patrick Tuttofuoco ha fatto in diverse megalopoli per lo più d'Oriente in 80 giorni. Le microfoto sono affollate nelle pagine. Il volume è di formato tascabile. (Poche e a tutta pagina invece le foto scelte per il catalogo della mostra Off Broadway, vedi mio post del 24 luglio, sparato in dimensione e consistenza cartacea stile Metro).
Quello che mi affascina di R.L. è GUARDARE come l'artista (di cui per inciso, questo è il primo lavoro che trovo interessante, magari da oggi lo seguirò meglio) vedere vibrare negli scatti le cose all'unisono. Poter entrare, con il suo sguardo, un attimo prima della creazione artistica.
Per analogia consiglio di visitare il sito della mia amica Aleksandra e di suo marito, in cui si racconta il viaggio che hanno iniziato intorno al mondo. Sulla colonna di sinistra, "Weltreise '02-'04", cliccate route (Karten) e potrete veder il loro itinerario.

28 luglio 2006

Album Zuckermann n.1 /2

Album Zuckermann - 2005 - una composizione
cm 25x25 (formato chiuso) cm 25x50 circa (formato aperto)
opera pensata per Gemine Muse 2005, esposta all'interno del Museo di Arti decorative di Padova presso palazzo Zuckermann

27 luglio 2006

Ceci tuera cela. Questo ucciderà quello

Victor Hugo, Notre-Dame de Paris
L'architecture commença comme toute écriture. Elle fut d'abord alphabet. On plantait une pierre debout, et c'était une lettre, et chaque lettre était un hiéroglyphe, et sur chaque hiéroglyphe reposait un groupe d'idées comme le chapiteau sur la colonne.
Plus tard on fit des mots. On superposa la pierre à la pierre, on accoupla ces syllabes de granit, le verbe essaya quelques combinaisons
...
Enfin on fit des livres. Les traditions avaient enfanté des symboles, sous lesquels elles disparaissaient comme le tronc de l'arbre sous son feuillage; tous ces symboles, auxquels l'humanité avait foi, allaient croissant, se multipliant, se croisant, se compliquant de plus en plus; les premiers monuments ne suffisaient plus à les contenir; ils en étaient débordés de toutes parts ; à peine ces monuments exprimaient-ils encore la tradition primitive, comme eux simple, nue et gisante sur le sol. Le symbole avait besoin de s'épanouir dans l'édifice. L'architecture alors se développa avec la pensée humaine; elle devint géante à mille têtes et à mille bras, et fixa sous une forme éternelle, visible, palpable, tout ce symbolisme flottant.
...
L'idée mère, le verbe, n'était pas seulement au fond de tous ces édifices, mais encore dans la forme. Le temple de Salomon, par exemple, n'était point simplement la reliure du livre saint, il était le livre saint lui-même.


Il tutto da un sito francese che garantisce l'accesso libero ai testi integrali di opere di dominio pubblico (francofone, se non si era capito) su Internet sin dal 1993. Mi hanno promesso una traduzione, e prima o poi arriverà.

26 luglio 2006

Zaira

Le città e la memoria. Zaira: una delle mie città invisibili descritte da Italo Calvino

Potrei dirti di quanti gradini sono le vie fatte a scale, di che sesto gli archi
dei porticati, di quali lamine di zinco sono ricoperti i tetti; ma so già che
sarebbe come non dirti nulla. Non di questo è fatta la città, ma di relazioni
tra le misure del suo spazio e gli avvenimenti del suo passato

24 luglio 2006

Off Broadway

Ieri, su invito di Claudia, ho visitato Off Broadway al PAC (guardate questa bella presentazione musicata, che dà un'idea molto precisa di quella che è la mostra) . I lavori sono esposti da un collettivo, e si percepisce bene.
Si apre, fra le altre, con
questa foto: un cane selvatico alla frontiera messicana, di Antoine D'Agata. Sempre sul sito della Magnum (una "numerosa famiglia di fotografi" come la chiama il comunicato stampa) si può girare fra i libri pubblicati dai singoli autori. Nel volume Stigma, sempre D'Agata, c'è una serie di nudi disturbanti. Dipinge più che scattare.
Invito a guardare anche Cycles di Ilkka Uimonen, fotografo finlandese. E questa
fantastica foto di Thomas Dworzak, e anche questa, con cui trovo particolare affinità.
E una foto di cui non riesco a identificare l'autore, che è per me l'esatta rappresentazione dell'incongruenza della guerra con la vita: un carro armato che procede inquadrato nel telaio di una finestra, dall'interno di una stanza.


22 luglio 2006

ritratto di famiglia

album di famiglia- 2003 - una composizione
cm 26x24,5 (formato chiuso) cm 26x50 circa (formato aperto)

21 luglio 2006

il cielo sopra Berlino

Der Himmel über Berlin - Wings of Desire
Rivisto ieri sera, e queste sono le parole cantilenate dell'angelo Bruno Ganz
(testo sul sito ufficiale di Wim Wenders)

Als das Kind Kind war,
Quando il bambino era bambino
war es die Zeit der folgenden Fragen: era l’epoca di queste domande
Warum bin ich ich und warum nicht du?Perché io sono io? E perché non sei tu?
Warum bin ich hier und warum nicht dort? Perché sono qui? E perché non sono lì?

20 luglio 2006

lungo il fiume di cioccolato

Ho appena finito di leggere La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl. Ora vado a stivare la dispensa di Cioccocremolato delizia Wonka al triplosupergusto.
Nel libro della Salani Editore l'autore si descrive come "altissimo, quasi un gigante: i suoi genitori venivano dalla Norvegia, la patria dei giganti e degli gnomi". Per una biografia meno fiabesca andate qui
Qui invece un articolo- recensione sulle due versioni cinematografiche del libro, "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato", quella del 1971, regia di Mel Stuart (Willy Wonka è interpretato da Gene Wilder) e quella di Tim Burton uscito quest'anno con Johnny Depp.

19 luglio 2006

ritratto di famiglia


portrait box - 2003
cm 14x21x18,5(h)
ritratto di quattro generazioni della mia famiglia

18 luglio 2006

in corso


ad libitum- girls just want to have fun
progetto attualmente in fase di elaborazione

17 luglio 2006

Susner

da Wikipedia, the free encyclopedia

Susner is a town and a nagar panchayat in Shajapur district in
the
Indian state of Madhya Pradesh

Basel, 13-15 giugno

art unlimited - stazione di zurigo

"l'arte ci fa riconoscere l'ignoto"

Jean Luc Nancy alla Fondazione Stelline, in traduzione simultanea. Conferenza del 22 marzo 06, con Alessandra
appunti sparsi:
"ogni artista apre/è un mondo"
"l'arte è sempre stata contemporanea, come può non esserlo?"
"ogni opera ha un gesto... ma un gesto che è l'accompagnamento di un'intenzione che di per sè rimane al di fuori dell'intenzione, dell'espressione; gesto come un DINAMISMO SENSIBILE che precede accompagna segue la significazione" "alla fine del gesto... un segnale, WINK, un piccolo segnale d'intesa"
"arte della successione (come il cinema)... pittura come rottura dello spazio e della totalità delle sue dimensioni, a favore di una RITMICA dello spazio, tutto come un decoupage, un ritaglio..."

strappi


l'estate, fredda - 2003 (composizione estratta da Piazza Sempione)
cm 29x22 circa
opera selezionata da PagineBianche d'Autore edizione 2004-05 Veneto
per l'edizione 05-06 ecco la vincitrice in Lombardia.
L'edizione 06-07 promette un ricco premio, guardate il regolamento