28 maggio 2007

Tony Oursler a Milano

Tony Oursler - Dum-Dum, Metalbreath, Wadcutter

Tony Oursler inaugura una mostra personale alla galleria Emi Fontana di viale Bligny, 42, Milano.

(via teknemedia).

25 maggio 2007

22 maggio 2007

nouvelle vague

Ritornano on-line Davide, Marco e Tullio, con le loro recensioni cinematografiche - e non solo - sotto il nome di nouvelle vague. Trovate il link nuovo fiammante a destra. Usatelo.

lamponi a Torino

17 maggio 2007

Alessandra Tavola

Alessandra Tavola espone i suoi lavori dal ’98 a oggi.

Entriamo discreti e cauti nel suo mondo
e cediamo alla delicatezza
alla fragilità
e alla vita fugace delle sue opere.
Opere organiche, da nutrire e guardare morire
Lavori minuti, in punta di dita, precisi e poetici

immagine di Serpentina

A fronte: retrospettive
Dal 10/5 al 6/6/07
Alessandra Tavola
Veduta
Alla Casa degli artisti, corso Garibaldi 89a (è in una viuzza laterale), Milano
Aperto il martedì, mercoledì e il sabato dalle 16.30 alle 18.00 e su appuntamento tel. 339.1118849 / 339.7150211
Per coloro che, sprezzanti di ogni pericolo, sono disposti ad avventurarsi in un edificio “senza soffitto, senza cucina, non si poteva entrarci dentro perché non c’era il pavimento”, state tranquilli: Alessandra espone nelle cantine (che sono in sicurezza).

Perfectly Safe, You and the Museum

"Gallerydrive: perchè tu sai meglio del visitatore cosa deve vedere. E come"
Ho tradotto per voi il titolo del post di Regine su We make monet not art, che parla del progetto di Nyklas Roy, dell'Università delle Arti di Berlino.
Alcuni modi per addomesticare e portare alla completa dipendenza il visitatore dell'esposizione, che viene trasportato da una sedia mobile, istruito su come deve interagire, cosa deve vedere e per quanto tempo, in modo da non incolonnarsi con gli altri fortunati.
Anche il disegno in assonometria mi ricorda vagamente campi di prigionia con torrette di controllo.
Che sia questo il futuro agognato da tanti direttori di musei e cooperative spara-guide da 60 minuti?

14 maggio 2007

Alessandra Spranzi

particolare da una collezione fotografica di campanelli di Alessandra Spranzi esposta ad ASSAB ONE

11 maggio 2007

la zona Collezione. Vaccari

Ho deciso tempo fa di inaugurare una mia collezione di opere d’arte.
Per motivi facilmente immaginabili al momento mi accontento di collezionare virtualmente, con notevoli vantaggi: disponibilità illimitata di spazio, nessun problema di gestione e manutenzione delle opere e assoluta indifferenza ai problemi di mercato.

Ecco gli ultimi due acquisti (purtroppo non ho ancora trovato delle immagini nel web)

Franco Vaccari
Canto di grilli, 1967
Stampa fotografica in bianco e nero su tela, dimensioni approssimative 100x70cm
che, poetico come solo un grafico sa essere, mi innesca meditazioni galattiche sul concetto di comunicazione

Sulla tela grezza, verticale, osserviamo la riproduzione di un grafico che compara ritmi e modalità del canto di sei diversi tipi di grilli. In basso qualche riga di testo esplicativo.

Anche quest’opera si colloca nell’ambito della poesia visiva. In questo caso l’artista lavora sulla contaminazione di immagine, parola scritta e suono. Il quadro rappresenta infatti un grafico scientifico che illustra il repertorio sonoro del canto di grillo di campo. Si tratta di una serie di segni al limite fra scrittura ed immagine, il cui significato è reso esplicito dalla spiegazione posta alla base dell’opera stessa” (dal testo che accompagna l'opera in mostra all’Oberdan)


Franco Vaccari
Giuro di aver visto questo cane, 1967
Stampa fotografica in bianco e nero su tela, dimensioni approssimative120x90cm
perché illumina di valore poetico i vagabondaggi di un cane di città

Sulla tela è stampata una fotografia molto contrastata, con l'inquadratura diagonale, la fascia superiore è bianca, quella di mezzo fa intravedere un paio di alberi e auto che corrono verso destra mentre un cane nella fascia inferiore scende verso l'angolo in basso a sinistra.

In alto è posizionata una scritta, stampata con la macchina da scrivere, che dice "Giuro di aver osservato questo cane girare per strada con tutta l’aria di un’autentica poesia. franco vaccari

Dal testo sopra citato “Quest’opera si colloca a cavallo fra poesia visiva e arte concettuale... La testimonianza “giurata” cui fa riferimento quest’opera è una manifestazione del clima del periodo, in cui gli artisti sentono il bisogno di analizzare i mezzi di cui si servono e , in particolare, il linguaggio utilizzato nel pronunciare giudizi sull’arte, rivendicando un’autonomia fino a quel momento sconosciuta

10 maggio 2007

Vaccari all'Oberdan

Mi aggiro per lo Spazio Oberdan, unica presenza in mostra, con la voce di Franco Vaccari in cuffia che mi guida lungo il percorso antologico.
Questa voce stabilisce un rapporto diretto fra il visitatore e l’opera, senza intermediazioni di curatori e critici, senza sovrapposizione di significati, di visioni estetiche. Franco è lì con te e ti racconta come è capitato che abbia fatto 700 km di Esposizione, dell’occasione su cui ha lavorato,
l’invito alle “settimane di pittura” a Graz nel 1972

di come ha approntato l’opera
lungo il tragitto d’andata in auto ha fotografato il retro dei camion, considerandoli alla stregua di “sculture da viaggio”
e delle sue riformulazioni
poiché un’opera sola non bastava agli organizzatori, tornando per l’inaugurazione ha fotografato il viso dei “compagni di viaggio inconsapevoli” negli abitacoli delle auto a cui si affiancava
Ti parla insomma del suo FARE ARTE.


Qualche stralcio da una bella intervista del ‘99 di Luca Panaro
(riguardo a Esposizione in tempo reale n°4: Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio”)
…mi sembrava giusto dimostrare che le previsioni, le anticipazioni che le gallerie diffondevano - funzionando come luoghi della rassicurazione - in realtà non erano altro che uno scollamento fra il mondo dell'arte e la realtà; quest'ultima infatti è imprevedibile…
…Ma la cosa più interessante è notare come le prime fotografie esposte siano state quelle dai comportamenti più inamidati, poi, man mano che uno dei partecipanti introduceva un elemento di comportamento nuovo, questo diventava stimolo per azioni più libere. La mostra nel suo complesso era come un organismo vivente in cui ogni tanto apparivano delle mutazioni
...


Qui e qui troverete una biografia e qualche foto

03 maggio 2007

Picasso, rame e Stelline

La caduta di Fetonte da Le metamorfosi di Ovidio, acquaforte
particolare da I diversi mestieri del centauro dei Dos contes, incisione a bulino
Adoro Picasso: perchè è un eccezionale disegnatore e incisore, ma soprattutto perché guardando i suoi lavori si vede IL PIACERE che ha provato nel farli, e il suo divertimento nel seguire esclusivamente se stesso, nel piegare i soggetti, stravolgerli e talvolta ignorarli. La sua vita è lì, davanti a noi e ogni segno vi è filtrato attraverso.
Dovrebbe illustrare Il capolavoro sconosciuto di Balzac e disegna variazioni della coppia pittore-modella a cui è tanto legato, dovrebbe accompagnare il trattato scientifico di Buffon l’Histoire Naturelle e ci propone un bestiario fantastico di ramarri arzigogolati , di aggressivi galli arruffati e riccioluti, di tori e vacche che irrompono nella stampa e nella LASTRA.
Si. Perchè sono esposti i 31 rami, inchiostrati e biffati, che da soli valgono il biglietto (a proposito, perché questa volta si paga l’ingresso?). E sapere che l’intero ciclo è stato donato alle Civiche raccolte di Milano mi fa sperare di poterli rivedere presto.
Picasso illustratore, a cura di Elena Pontiggia. Chiude il 6 maggio.
Mostra visitata con Giovanna giovedì scorso.

01 maggio 2007

fili a piombo

particolare dalla collezione di Luca Pancrazzi esposta da ASSAB ONE