31 gennaio 2007

PTU Police Tactical Unit

Una pattuglia di poliziotti che cammina per una notte e corre per una sequenza
in strade invariabilmente ortogonali e vuote;
Johnnie To che ruota lentamente la camera sui personaggi per poi farli girare fra le insegne gialle acido;
riflessi sui rivestimenti oro dei palazzi, ovuli di luce artificiale che salgono su un’impalcatura ;
rumori nel vuoto spinto da videogioco: antifurti, un cartoncino nella ruota di una bicicletta, la suoneria di un cellulare.

PTU, Hong Kong 2003, regia di Johnnie To

Recensione di Verrocchio da Hong Kong Express, un sito dedicato al cinema di Hong Kong

29 gennaio 2007

I vestiti nuovi dell’imperatore

Napoleone in incognito alla riconquista della Francia. Alcuni innesti teatrali nella scenografia: La traversata
L’arrivo ad Anversa.

Emperor’s new clothes, Germania - Gran Bretagna – Italia, 2001, regia di Alan Taylor, tratto dal romanzo La morte di Napoleone di Simon Leys, con Ian Holm. Recensione su filmTV

25 gennaio 2007

Senza parole - elaborazioni

elaborazione digitale da Senza parole 2, gennaio 2007

La scultura comanda ad Arturo Martini:

Fa che io serva solo a me stessa.
Fa di me un arco dello spirito.
Fa che io non sia più rupe, ma acqua e cielo.
Fa che io non sia piramide, ma clessidra per essere capovolta.
Fa che io non sia un oggetto, ma un’estensione.
Fa che io non sia un confronto, ma un’unità.
Fa che io non sia un’immagine, così non mi esalteranno.
Fa che io non sia una pietra miliare dell’uomo, ma della mia natura.
Fa che io non sia una vistosa virtù, ma un oscuro grembo.
Fa che io non sia un peso, ma una bilancia.
Fa che io non serva come una moneta per comodità pratiche.
Fa che io non resti nelle tre dimensioni, dove si nasconde la morte.
Fa che io non sia prigioniera di uno stile, ma una disinvolta sostanza.
Fa che io sia l’insondabile architettura per raggiungere l’universale.
[tratto da La scultura lingua morta (1945); in A. Martini, La scultura lingua morta e altri scritti, a cura di M. De Micheli, Jaca Book, Milano 1982, pp. 101-102] (nella fattispecie, li ho trovati sul periodico del liceo Franchetti)

24 gennaio 2007

La sete di Martini


due schizzi dalla mostra di Arturo Martini – 20 gennaio 2007

22 gennaio 2007

Arturo Martini - Permanente

Questa attenzione all’anatomia, agli arti che si incrociano e divergono, al busto che si torce, al culo che si erge, ai capelli che segnano appena la nuca, al collo che si protende, al torace che si apre.
TENSIONE E TORSIONE
La luce che entra nella materia aspra del bronzo e dell’argilla.
Questo è il Martini che ho visto.
(Ma anche quello delle linee che indulgono troppo nell’assecondare la curva, della levigatezza estrema e bianca del gesso, del ritratto caricatura popolaresca)

Finale con filmato d’annata e ogni anno pesa (Carlo ha rilevato alcuni errori nelle citazioni dei comandamenti della scultura,che presto vi fornirò).
Mostra visitata alla Permanente di Milano con Carlo, Giovanna e Laura il 19 gennaio. Correte a vederla.

11 gennaio 2007

Senza parole

Senza parole 2, particolare

10 gennaio 2007

Senza parole 2

il problema di senza parole 1

Poiché l’intento di questo lavoro rimane quello di produrre nel fruitore una sensazione simile a quella del mio ricordo d’infanzia, il prototipo Senza Parole 1 è scorretto. Infatti non ci sente irresistibilmente attratti dalle vignette come eravamo noi, la percezione si concentra invece su forme grafiche bianche e nere in equilibrio. Le vignette devono essere deliziosamente appetibili e irraggiungibili. Calamite per bambini, anche se meno letali delle kinderfalle di Carsten Holler.
soluzione in senza parole 2
Ho usato della granella colorata a coprire la battuta che risolve la vignetta, promessa zuccherosa e inconsistente di un soddisfacimento.
Questo arricchisce la dimensione tattile del lavoro, dove la biro incide la pagina e la carta si incurva per la pressione, riga dopo riga. Un tripudio per i polpastrelli.

05 gennaio 2007

iride mela

iride mela, 2005
ritratto oculare su commissione; ingredienti: mela Stark, carta velina, colla, pastelli ad olio

04 gennaio 2007

Lovecraft

Mi rimane l’immagine di una valle dove gli alberi crescono troppo addossati e troppo grandi per un bosco del New England e “il terreno (è) troppo morbido per l’umidità del musco e l’accumulo di infiniti anni di corruzione”, di una valle dalla vegetazione di colori sconosciuti all’uomo, luminescente nell’oscurità, che anima gli alberi di un vento invisibile.

E di tutti i mostri di Lovecraft che devono essere nutriti molto, di teste umane e

di mille cantilene rituali illeggibili e cacofoniche per ore ed ore, per essere reclamati nella nostra contemporaneità; formule rintracciate febbrilmente in cumuli di libri, proibiti sin dall’antichità, che dormono in biblioteche inconsapevoli.

E dei morti chiamati indietro per essere torturati ed estorcere loro CONOSCENZA e potere.

E di granchi rosa e alati che asportano l’anima agli uomini, chiudendola in cilindri ronzanti, fra le dolci colline del Vermont.

E del grande e potente Cthulhu dalla testa di polipo, dei suoi servitori dai tentacoli con ventose rosse, anelli purpurei e occhi ovunque, di Yig il dio serpente.

E infine del terribile e corrottissimo popolo di K’n-yan, strato sopra strato di raffinatissime e immonde civiltà sotterranee, e sopra a tutte la nostra.


The Colour Out of Space Il colore venuto dallo spazio
The Dunwich Horror L’orrore di Dunwich
The Case of Charles Il caso di Charles Dexter Ward
The Whisperer in Darkness Colui che sussurrava nelle tenebre
The Mound K’n-yan, con Zealia Brown Bishop


da Howard Phillips Lovecraft, Tutti i racconti. 1927-1930, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1991, traduzione di Giuseppe Lippi, Claudio De Nardi, Gianni Lonza