Sheela Gowda (artista indiana nata nel 1957)
particolare dell'installazione di And Tell Him of My Pain, 1998
Museum Fridericianum
21 ottobre 2007
Documenta 12/8
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20 ottobre 2007
16 ottobre 2007
Documenta 12/6
Bela Kolárová (artista nata in Cecoslovacchia nel 1923)
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15 ottobre 2007
Documenta 12/5
Tseng Yu-Chin (artista nato nel 1978 a Taiwan)
fotogramma dal video Who's listening?1, 2003-2004
Aue Pavillion
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Documenta 12/4
Mi è piaciuto molto anche il lavoro di Iñigo Manglano-Ovalle per l’effetto posta-atomico e le violente compensazioni ottiche che induce.
Iñigo Manglano-Ovalle (artista madrileno nato nel 1961, vive a Chicago)
The Radio, 2007
Documenta Halle
Una stanza dai vetri aranciati con crepitio di onde radio. E quando ti avvicini all’apparecchio ti accorgi che è unica colata plastica. Un’intensa sensazione di straniamento.
Per farvi un’idea visitate questo blogger greco.
A Documenta visto molto, moltissimo. Di alcuni anche troppo. Non snocciolo i nomi dato sono già stati fustigati in tutti i commenti che ho letto.
Nessun italiano in mostra, a parte noi tre.
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08 ottobre 2007
Documenta 12/3: Hu Xiaoyuan
A Keepsake I cannot give away, 2005
Museum Fridericianum

I ricami di Hu Xiaoyuan mi sono piaciuti in particolare per il disegno sottile, l’utilizzo dei capelli, l’inquadratura nel telaio rotondo.The Times, 2006
Neue Galerie
Aria di famiglia nella visione polverosa dei ricordi di tre generazioni serrati stretti fra due veli di seta.
In questo sito foto di tutti i lavori presenti in tutti gli spazi espositivi su Kunstforum international!!!
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06 ottobre 2007
02 ottobre 2007
28 settembre 2007
Documenta 12/1: Trisha Brown
Due giorni non ci sono bastati per girare tutti gli spazi espositivi di Documenta 12 a Kassel.
Cammina cammina troviamo un posto dove ristorarci dall’imperversare di Davila*:
Trisha Brown
Floor of the Forest, 2007
Museum Fridericianum
La performance è eseguita nel silenzio (da un articolo deduco che si è svolta anche su temi musicali); dapprima un elegante esercizio, poi tre ballerine salgono sulla struttura quadrata di corde intrecciate sollevate da terra e cominciano a insinuarsi e ad abitare gli abiti infilati fra le larghe maglie della griglia, per produrre un ondulatorio sistema con arti e teste pendenti.
Qui un interessante considerazione sull’esecuzione secondo gli assi cartesiani xyz (di rabbitresearch, un collettivo francese di danza).
Traduzione volante e con l’accetta per quelli fra voi che non masticano neanche un po’ di francese:
“… I danzatori cominciano un movimento, lo riprendono e ne aggiungono un altro, in contrasto con l’installazione. Quest’ultima, visibile dai quattro lati invita ogni spettatore a guardare la performance alla sua maniera; l’installazione richiede un’interazione passiva con chi passa e la comunicazione non è mai unidirezionale, l’asse x e y sono fissi ma l’asse z (la profondità ndt,) dà la possibilità ai danzatori di giocare con una situazione fissa donandogli un carattere di quotidianità, una differenza nella ripetizione che è ripresa nella danza al suolo (Accumulation, proposta nella prima parte della performance, ndt)…”
Qui una bella foto
*se non avete idea di chi sia meglio per voi. Dopo la cura Kassel noi ormai lo riconosceremo per sempre
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