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10 gennaio 2007

Senza parole 2

il problema di senza parole 1

Poiché l’intento di questo lavoro rimane quello di produrre nel fruitore una sensazione simile a quella del mio ricordo d’infanzia, il prototipo Senza Parole 1 è scorretto. Infatti non ci sente irresistibilmente attratti dalle vignette come eravamo noi, la percezione si concentra invece su forme grafiche bianche e nere in equilibrio. Le vignette devono essere deliziosamente appetibili e irraggiungibili. Calamite per bambini, anche se meno letali delle kinderfalle di Carsten Holler.
soluzione in senza parole 2
Ho usato della granella colorata a coprire la battuta che risolve la vignetta, promessa zuccherosa e inconsistente di un soddisfacimento.
Questo arricchisce la dimensione tattile del lavoro, dove la biro incide la pagina e la carta si incurva per la pressione, riga dopo riga. Un tripudio per i polpastrelli.

06 dicembre 2006

Senza parole/6


Senza parole 1, 2006, particolare

04 dicembre 2006

Senza parole/5

Senza parole n.1, 2006, particolare

30 novembre 2006

Senza parole/4

Senza parole 1, 2006, particolare

28 novembre 2006

Senza parole/3



Ho concluso Senza Parole 1 e ho deciso di considerarlo un lavoro a se. Ecco una scelta di particolari ed ecco i perché dell’opera.
- Il formato: quadrato, poiché l’unità di misura delle parole crociate è la casella quadrata.
- la scelta delle vignette: in base all’equilibrio grafico della striscia che è tendenzialmente sempre a fondo pagina da cui
- la posizione delle strisce: i frammenti erano omogenei quindi li ho distribuiti in altezza per avere uno spessore più o meno costante
- il numero delle pagine: ho strappato tutto il giornale per scegliere 12 frammenti da ricomporre, per un totale di 8 elementi sfogliabili

28 settembre 2006

Senza parole/2

senza parole 1
copertina, pg 2-3 e 14-15
Seconda e (forse) ultima puntata dello strappo dedicato a mio cugino fresco sposino.
Materiale utilizzato: Settimana enigmistica, biro nero sua perfetta compagna, ago e filo bianco avorio.
Influenze:
- gli scarabocchi distratti (riempire gli spazi vuoti fra le lettere, tracciare ghirigori, elaborare la pagina stampata puntellando le proprie divagazioni con i segni tipografici);
- il finto testo, quello che gli “antichi” grafici, fra cui io, segnalavano la presenza del testo nei bozzetti. Tengo a precisare che già quando me l’hanno insegnato era fuori tempo massimo. Anche i programmi scolastici privati possono non essere al passo coi tempi. Ritornando al finto testo, esso consiste nel tracciare una linea alla base e una alla sommità del presunto corpo del carattere, e poi riempirlo di ondine, simulando parole con blocchi staccati. Effetto mimetico assicurato.
Strada facendo ho deciso che non avrei ammesso niente di leggibile, tranne i disegni, dato che noi bambini eravamo già in grado di interpretarli.
Ho cucito insieme tutte le pagine che avevano delle vignette. Dato che sono collocate tendenzialmente sul fondo e sul margine esterno, ho optato per una particolare sovrapposizione, senza ulteriori intersecazioni fra le pagine.
Ho mantenuto la copertina, rivoltandola: ora porta i risultati sulla prima pagina.
Voilà. Non sono convinta di svariate cose, ma il tempo stringe. Cosa farò?



08 settembre 2006

Senza parole

Dono di nozze per mio cugino.
Ho deciso di dedicargli un lavoro, uno strappo. Ho cercato un ricordo vivido che ci leghi.
Ho trovato questo: mio fratello ed io illetterati saltiamo intorno ai cugini "grandi" perchè ci leggano le barzellette della settimana enigmistica. E loro che dopo poco, pochissimo nel mio ricordo, esausti, cominciano una serie infinita di "Senza parole" fra le nostre proteste.
Il materiale di partenza sarà quindi la Settimana enigmistica. Se ci avessi pensato prima avrei preso il numero corrispondente alla data del matrimonio. Pazienza.
Non ho trovato nemmeno una didascalia "Senza parole" nel mio numero. Un altro problema a cui trovare una soluzione.
Dovrò rendere illeggibili le didascalie delle vignette, per riprodurre l'esatta sensazione di impotenza che provavamo noi bimbetti.
Vado a cominciare.