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04 aprile 2016

un vero artista impazzisce per te


un vecchio articolo di Galimberti
che ci dice quello che lui si aspetta
dall'Artista.

Artista, lo farai?

01 dicembre 2014

2001: Odissea nello spazio


Quei puntini neri nel cielo bianco erano stelle




Arthur C. Clarke 2001: Odissea nello spazio
Rizzoli editore, 1981 Milano
Traduzione di Bruno Oddera
2001: A Space Odissey, 1968

10 agosto 2013

dell'aprire le finestre

A mano e mano che apriamo le persiane chiuse da tempo, la luce entra a valanghe come un'acqua di cui le pareti avevano sete. I pavimenti dai vecchi tappeti scoloriti vengono allagati, immersi in un liquido polveroso, scintillante che bolle leggero mandando per aria miliardi di corpuscoli dorati.



Le finestre, socchiuse, scintillavano bianche contro l'erba fresca che pareva spingersi fino in casa. Nella stanza spirava un vento leggero che gonfiava le tende spingendone un'estremità in dentro e l'altra in fuori come se fossero bandiere pallide, torcendole verso il soffitto...
... 
Erano vestite di bianco e con le gonne fluttuanti e drappeggiate come se fossero appena ritornate da un breve volo intorno alla casa.
...
Poi s'udì un gran colpo quando Tom Buchanan chiuse le finestre posteriori e il vento imprigionato si spense nella stanza e le tende e i tappeti e le due donne calarono lentamente a terra.



Dacia Maraini
Bagheria
 
Francis Scott Fitzgerald
Il grande Gatsby
(The Great Gatsby, 1925)
Traduzione di Fernanda Pivano
 
 
 

24 marzo 2013

noce alluce albicocca

sulla noce di un'albicocca
sul primo pensiero che mi salta in mente
fondo l'alluce della ragione
per toccare i tuoi piedi eterni.

Alda Merini
Superba è la notte
Giulio Einaudi Editore, 2000, Torino

05 marzo 2013

viaggio al termine della notte: new york

Figuratevi che era in piedi la loro città. Assolutamente diritta. New York è una città in piedi. Ne avevamo già viste noi di città, sicuro, e anche belle, e di porti, e di quelli anche famosi. Ma da noi, si sa, sono sdraiate le città, in riva al mare o sui fiumi, si allungano sul paesaggio, attendono il viaggiatore, mentre quella, l'americana, lei non sveniva, no, lei si teneva bella rigida, là, per niente stravaccata, rigida da far paura.

Figurez-vous qu'elle était debout leur ville, absolument droite. New York c'est une ville debout. On en avait déjà vu nous des villes bien sûr, et des belles encore, et des ports et des fameaux même. Mais chez nous, n'est-ce pas, elles sont couchées les villes, au bord de la mer ou sur les fleuves, elles s'allongent sur le paysage, elles attendent le voyageur, tandis que celle-là l'Américaine, elle ne se pâmait pas, non, elle se tenait bien raide, là, pas baisante du tout, raide à faire peur.

Louis-Ferdinad Céline, Viaggio al termine della notte
Casa Editrice Corbaccio s.r.l. , 1992 Milano
Traduzione e note di Ernesto Ferrero 


Voyage au bout de la nuit, 1932
Editions Gallimard, 1952

20 febbraio 2013

viaggio al termine delle notte: tramonto/crépuscule

I tramonti di quell'inferno africano, si rivelavano straordinari. Non te li toglieva nessuno. Ogni volta tragici come mostruosi assassinii del sole. Un immenso bluff. Soltanto che c'era troppo da ammirare per un uomo solo. Il cielo per un'ora si pavoneggiava tutto spruzzato da un capo all'altro di uno scarlatto delirante, e poi il verde scoppiava in mezzo agli alberi e si innalzava dal suolo a strisce tremanti fino alle prime stelle. Dopo di che il grigio riprendeva tutto l'orizzonte e poi di nuovo il rosso, ma allora stanco il rosso e non per molto. Finiva così. Tutti i colori ricadevano a brandelli, afflosciati sulla foresta come vecchi stracci alla centesima replica. Ogni giorno verso le sei era esattamente così che andava.

Les crépuscules dans cet enfer africain se révélaient fameux. On n'y coupait pas. Tragiques chaque fois comme d'enormes assassinats du soleil. Un immense chiqué. Seulement c'était beaucoup d'admiration pour un seul homme. Le ciel pendant une heure paradait tout giclé d'un bout à l'autre d'écarlate en délire, et puis le vert éclatait au milieu des arbres et montait du sol en trainées tremblantes jusqu'aux premières étoiles. Aprés ça le gris reprenait tout l'horizon et puis le rouge encore, mais alors fatigué le rouge et pas pour longtemps. Ça se terminait ainsi. Toutes les couleurs retombaiet en lambeaux, avachies sur la fôret comme des oripeaux après la centième. Chaque jour sur les six heures exactement que ça se passait.


Louis-Ferdinad Céline, Viaggio al termine della notte
Casa Editrice Corbaccio s.r.l. , 1992 Milano
Traduzione e note di Ernesto Ferrero 


Voyage au bout de la nuit, 1932
Editions Gallimard, 1952

24 gennaio 2013

la 'verità' di konrad lorenz

...
è un errore diffuso anche tra gli epistemologi il credere che un'ipotesi possa essere definitivamente scartata se anche uno solo, o pochi, dati risultano incompatibili con essa. Se così fosse, tutte le ipotesi esistenti verrebbero rifiutate poichè è ben difficile che ce ne sia una che tenga conto di tutti i fatti specifici. Ogni nostra conoscenza non è che una approssimazione, anche se progressiva, alla realtà extrasoggettiva che desideriamo conoscere.
...

Konrad Lorenz, Gli otto peccati capitali della nostra civiltà
Adelphi edizioni, 1991 Milano
Traduzione di Lucia Biocca Marghieri e Lore Fazio Linder (titolo originale: Die acht Todsunden der zivilisierten Menschheit, 1973)

29 luglio 2012

strade blu


La zona è tornata
dal grande labirinto blu
percorso seguendo nomi insieme a Least Heat-Moon
nel 1978

dove abbiamo trovato:

un'isola di gusci di ostrica

un villaggio di ponticelli di legno e secchi d'acciaio

un deserto "avaro di tutto, salvo che di spazio, di luce, di pietre e di terra"

un caffè con vista sul campo di esercitazioni di tiro e bombardamento

e molto altro ancora



E mentre girava, la zona ha compiuto 6 anni.




William Least Heat-Moon, Strade blu
Giulio Einaudi editore , 1988 Torino
Traduzione di Igor Legati (titolo originale:
Blue Highway. A Journey into America, 1984)

15 marzo 2012

allenarsi a credere

... I'm just one hundred and one, five months and a day.-
... Io ho cento e un anni, cinque mesi e un giorno. -
- I can't believe that! - said Alice
- Non posso crederci! - disse Alice
- Ca'n't you? - the Queen said in a pityng tone. -Try again: draw a long breath, and shut your eyes. -
- Non puoi? - disse la regina con tono compassionevole. - Prova ancora: fai un lungo respiro e chiudi gli occhi. -
Alice laughed. - There's no use trying, - she said: - one ca' n't believe impossible things. -
Alice rise: - è inutile provare - disse - non si può credere alle cose impossibili. -
- I daresay you haven't had much practice, - said the Queen. - When I was your age, I always did it for half-an-hour a day. Why, sometimes I've believed as many as six impossible things before breakfast... -
-Suppongo che tu non faccia molta pratica - disse la regina - Quando avevo la tua età, facevo pratica per mezz'ora al giorno. Beh, qualche volta ho creduto fino a sei cose impossibili prima di colazione... -


Lewis Carroll, Through the Looking-Glass and What Alice Found There
Penguin Book, 1998
(prima pubblicazione: 1872 )




Segnalo che fino al 3 giugno 2012 sarà possibile visitare al Mart di Rovereto la mostra "Alice del Paese delle Meraviglie" (Alice in Wonderland), l'arte visiva che incontra la curiosa bambina di Lewis Carroll.
La mostra è organizzata dalla Tate di Liverpool e dopo il Mart farà tappa ad Amburgo.

29 gennaio 2012

albero - carogna - cielo (Brecht)

Grande inno di ringraziamento

1.

Lodate la notte e le tenebre che vi circondano!
Venite in folto stuolo,
guardate su nel cielo;
per voi la giornata ormai è trascorsa.

2.
Lodate l'erba e le bestie che accanto a voi vivono e muoiono!
Vedete, come voi
vive l'erba e la bestia
e con voi anche loro è destino che muoiano.

3.
Lodate l'albero che dalla carogna cresce esultando verso il cielo!
Lodate la carogna,
lodate l'albero che la divora,
ma lodate anche il cielo.


4.
Lodate di cuore la corta memora del cielo!
E che nè il vostro
nome conosce nè il volto.
Nessuno sa che voi siete ancora quaggiù.

5.
Lodate il freddo, le tenebre e il dissolversi!
Guardate lassù:
non dipende da voi
e potete morire senza timori.


Bertolt Brecht, Poesie
Giulio Einaudi editore spa,Torino 1992
Traduzione di Roberto Fertonani

02 ottobre 2011

il disegno secondo Matisse/2

...
Il mio disegno al tratto è la traduzione diretta e più pura della mia emozione...
....
Il disegno contiene, amalgamati secondo le mie possibilità di sintesi, i differenti punti di vista che ho potuto più o meno assimilare con lo studio preliminare.
...
(da Note di un pittore sul disegno, in Le Point, n.21. luglio 1939) e ancora
...
(il disegno) È l'espressione della presa di possesso degli oggetti. Quando conoscete a fondo un oggetto, potete circondarlo con una linea esterna che lo definirà per intero.
...
(pensieri raccolti da Gaston Diehl, in Problèmes de la peinture, Confluences, Lyon 1945)

il tutto sempre nel volume Henri Matisse, Scritti e pensieri sull'arte
Abscondita, Milano 2003
Raccolti e annotati da Dominique Fourcade
Traduzione di Maria Mimita Lamberti
(titolo originale: Ecrits et propos sur l'art, 1972)

30 giugno 2011

l'impero del sole e i cassetti del comò

...
Dalla canna da zucchero che cresceva selvatica al suo centro si levava un tumulo funerario, e dalla terra smossa spuntavano, come cassetti di un comò, delle bare marce.
...



J. G. Ballard, L'impero del sole
Giangiacomo Feltrineli Editore, 2006 Milano
Traduzione di Gianni Pilone Colombo
(titolo originale: Empire of the Sun, 1984)

26 giugno 2011

picasso è brutto



un paio di immagini tratte dal capitolo dedicato a Picasso nel libro di Sàez, che in alcuni punti mi ha commosso.
Lo consiglio a tutti. Con l'augurio di camminare per le sale di un museo e trovarci tutto il mare.



Juanjo Sàez, L'Arte. Conversazioni immaginarie con mia madre
Salani editore, 2007 Milano
Traduzione di Silvia Sichel

16 giugno 2011

per quelli che 'io l'arte contemporanea non la capisco'

e non c'è niente da capire.
L'arte si deve esperire. Si deve vivere. Sentire. E poi eventualmente capire.

'ma l'arte antica parla di cose più facile da capire'


Cosa c'è di naturale e intuitivo nel godere alla vista di
un giovane nudo infilzato di frecce che guarda estatico verso il cielo

una folla di uomini che passeggiano dentro
un'architettura
una montagna di sale con enormi cavalli che affondano

o un nero quadrato vellutato di pigmento puro steso per terra?


e non c'è niente da capire.

Si può amare un artista, sentirlo più di un altro.

Vibrare con Mantegna e Kapoor, mentre Raffaello e Paolini ci lasciano in silenzio.


Per quelli che 'io l'arte contemporanea non la capisco'

sottintendendo 'quella antica invece si'


se la differenza è l'esserci contemporanea, cito Bonami 'tutta l'arte a un certo punto è stata contemporanea'. Il vantaggio che abbiamo con l'arte di oggi è che parla delle cose che stiamo vivendo, e non occorre studiare contesti storici e correnti artistiche, perchè ci siamo già dentro. L'arte di oggi parla di oggi, parla a noi.

Chi dice che l'arte contemporanea non la capisce non ama l'arte e basta.



14 giugno 2011

libertà, gabbie e artisti



Juanjo Sàez,
L'Arte. Conversazioni immaginarie con mia madre
Salani editore, 2007 Milano
Traduzione di Silvia Sichel

22 maggio 2011

megafono

... Ormai questi soldati le si mostravano tutti quanti delle copie invariabili di un meccanismo supremo giudicante e persecutorio. I loro occhi erano dei proiettori, e le loro bocche dei megafoni preparati a gridare ad altissima voce...

Elsa Morante, La storia
Einaudi editore, 1974 Torino


(lo appunto perchè mi ha rimandato immediatamente agli uomini-megafoni di Kentridge)

10 febbraio 2011

l'eterno problema risolto

Ammetto alla prima che voi siate convinti, senza che io ci spenda parole, che l'arte non è imitazione della realtà, ma interpretazione individuale di essa.

(il ventiquattrenne professor Roberto Longhi alla sua classe di liceali introducendo la 'Breve ma veridica storia dell'arte italiana' nel luglio 1914)

30 gennaio 2011

come i trucioli

"All'improvviso si accorsero che l'invecchiare aveva disgregato quel passato che negli anni dell'infanzia e della giovinezza consideravano così compatto e solido: il Tutto era caduto a pezzi e, anche se non mancava nulla, perchè quei frammenti contenevano ogni cosa successa fino a quel giorno, niente era più come prima. Lo spazio era diviso in luoghi, il tempo in momenti, gli eventi in episodi, e gli abitanti di via Katalin avevano infine capito che nelle loro intere vite soltanto un paio di luoghi, un paio di momenti e alcuni episodi contavano davvero. Il resto era un semplice riempitivo nelle loro fragili esistenze, come i trucioli che si versano nelle casse prima di un lungo viaggio per impedire al contenuto di rompersi..."

Magda Szabò, Via Katalin
Einaudi editore, 2008 Torino
Traduzione di Bruno Ventavoli (titolo originale: Katalin ucta, 1969)

04 maggio 2010

vivre sa vie


Nanà:
Ma perché bisogna parlare sempre?
Io penso che bisognerebbe spesso stare zitti, vivere in silenzio.
Più si parla, più le parole non vogliono dire nulla.
…
Le parole dovrebbero esprimere esattamente ciò che vogliamo dire.
Ci tradiscono?
…
E perché bisogna esprimersi? Per capirsi?
Sconosciuto:
Dobbiamo pensare.
Per pensare dobbiamo parlare.
Non si pensa in altro modo.
…
Credo che si riesca a parlar bene solo quando si rinuncia alla vita per un certo tempo.
E’ quasi… il prezzo.
Nanà:
Ma allora parlare è mortale?
Sconosciuto:
Si, ma parlare è quasi una resurrezione rispetto alla vita.
Nel senso che quando si parla si ha un’altra vita rispetto a quando non si parla.
E allora per vivere parlando bisogna essere passati dalla morte della vita senza parlare.
… C’è una specie di ascesa che fa si che si può parlare bene solo quando si guarda la vita con distacco



Questa è la mia vita (Vivre sa vie), 1962
regia di Jean Luc Godard
con Anna Karina

scheda su wikipedia

25 febbraio 2010

sontag e la fotografia/2

…
Sostanzialmente la fotografia attua l’imperativo surrealista di adottare un atteggiamento inflessibilmente egualitario di fronte a qualsiasi soggetto. (Ogni cosa è ‘reale’). E ha di fatto manifestato - come il gusto surrealista vero e proprio – una predilizione inveterata per il ciarpame, il pugno in un occhio, i rifiuti, le superfici scrostate, il kitsch. … Il fotografo – e il consumatore di fotografie – segue le orme dello straccivendolo, che era una delle immagini del poeta moderno secondo Baudelaire.
...
I fotografi, che agiscono nell’ambito della sensibilità surrealista, suggeriscono quanto sia vano cercare di capire il mondo e propongono invece di collezionarlo.
...


Susan Sontag, Sulla fotografia - realtà e immagine della nostra società
Giulio Einaudi editore spa, Torino 2004
Traduzione di Ettore Capriolo (titolo originale: On Photography, 1973)