04 aprile 2016
un vero artista impazzisce per te
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01 dicembre 2014
2001: Odissea nello spazio
Quei puntini neri nel cielo bianco erano stelle
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10 agosto 2013
dell'aprire le finestre
Il grande Gatsby
(The Great Gatsby, 1925)
Traduzione di Fernanda Pivano
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24 marzo 2013
noce alluce albicocca
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05 marzo 2013
viaggio al termine della notte: new york
Casa Editrice Corbaccio s.r.l. , 1992 Milano
Traduzione e note di Ernesto Ferrero
Voyage au bout de la nuit, 1932
Editions Gallimard, 1952
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20 febbraio 2013
viaggio al termine delle notte: tramonto/crépuscule
Casa Editrice Corbaccio s.r.l. , 1992 Milano
Traduzione e note di Ernesto Ferrero
Voyage au bout de la nuit, 1932
Editions Gallimard, 1952
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24 gennaio 2013
la 'verità' di konrad lorenz
Adelphi edizioni, 1991 Milano
Traduzione di Lucia Biocca Marghieri e Lore Fazio Linder (titolo originale: Die acht Todsunden der zivilisierten Menschheit, 1973)
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29 luglio 2012
strade blu
Giulio Einaudi editore , 1988 Torino
Traduzione di Igor Legati (titolo originale: Blue Highway. A Journey into America, 1984)
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15 marzo 2012
allenarsi a credere
... I'm just one hundred and one, five months and a day.-
... Io ho cento e un anni, cinque mesi e un giorno. -
- I can't believe that! - said Alice
- Non posso crederci! - disse Alice
- Ca'n't you? - the Queen said in a pityng tone. -Try again: draw a long breath, and shut your eyes. -
- Non puoi? - disse la regina con tono compassionevole. - Prova ancora: fai un lungo respiro e chiudi gli occhi. -
Alice laughed. - There's no use trying, - she said: - one ca' n't believe impossible things. -
Alice rise: - è inutile provare - disse - non si può credere alle cose impossibili. -
- I daresay you haven't had much practice, - said the Queen. - When I was your age, I always did it for half-an-hour a day. Why, sometimes I've believed as many as six impossible things before breakfast... -
-Suppongo che tu non faccia molta pratica - disse la regina - Quando avevo la tua età, facevo pratica per mezz'ora al giorno. Beh, qualche volta ho creduto fino a sei cose impossibili prima di colazione... -
Lewis Carroll, Through the Looking-Glass and What Alice Found There
Penguin Book, 1998
(prima pubblicazione: 1872 )
Segnalo che fino al 3 giugno 2012 sarà possibile visitare al Mart di Rovereto la mostra "Alice del Paese delle Meraviglie" (Alice in Wonderland), l'arte visiva che incontra la curiosa bambina di Lewis Carroll.
La mostra è organizzata dalla Tate di Liverpool e dopo il Mart farà tappa ad Amburgo.
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29 gennaio 2012
albero - carogna - cielo (Brecht)
Grande inno di ringraziamento
1.
Lodate la notte e le tenebre che vi circondano!
Venite in folto stuolo,
guardate su nel cielo;
per voi la giornata ormai è trascorsa.
2.
Lodate l'erba e le bestie che accanto a voi vivono e muoiono!
Vedete, come voi
vive l'erba e la bestia
e con voi anche loro è destino che muoiano.
3.
Lodate l'albero che dalla carogna cresce esultando verso il cielo!
Lodate la carogna,
lodate l'albero che la divora,
ma lodate anche il cielo.
4.
Lodate di cuore la corta memora del cielo!
E che nè il vostro
nome conosce nè il volto.
Nessuno sa che voi siete ancora quaggiù.
5.
Lodate il freddo, le tenebre e il dissolversi!
Guardate lassù:
non dipende da voi
e potete morire senza timori.
Bertolt Brecht, Poesie
Giulio Einaudi editore spa,Torino 1992
Traduzione di Roberto Fertonani
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02 ottobre 2011
il disegno secondo Matisse/2
...(da Note di un pittore sul disegno, in Le Point, n.21. luglio 1939) e ancora
Il mio disegno al tratto è la traduzione diretta e più pura della mia emozione...
....
Il disegno contiene, amalgamati secondo le mie possibilità di sintesi, i differenti punti di vista che ho potuto più o meno assimilare con lo studio preliminare.
...
...(pensieri raccolti da Gaston Diehl, in Problèmes de la peinture, Confluences, Lyon 1945)
(il disegno) È l'espressione della presa di possesso degli oggetti. Quando conoscete a fondo un oggetto, potete circondarlo con una linea esterna che lo definirà per intero.
...
il tutto sempre nel volume Henri Matisse, Scritti e pensieri sull'arte
Abscondita, Milano 2003
Raccolti e annotati da Dominique Fourcade
Traduzione di Maria Mimita Lamberti (titolo originale: Ecrits et propos sur l'art, 1972)
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30 giugno 2011
l'impero del sole e i cassetti del comò
...
Dalla canna da zucchero che cresceva selvatica al suo centro si levava un tumulo funerario, e dalla terra smossa spuntavano, come cassetti di un comò, delle bare marce.
...
J. G. Ballard, L'impero del sole
Giangiacomo Feltrineli Editore, 2006 Milano
Traduzione di Gianni Pilone Colombo (titolo originale: Empire of the Sun, 1984)
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26 giugno 2011
picasso è brutto


un paio di immagini tratte dal capitolo dedicato a Picasso nel libro di Sàez, che in alcuni punti mi ha commosso.
Lo consiglio a tutti. Con l'augurio di camminare per le sale di un museo e trovarci tutto il mare.
Juanjo Sàez, L'Arte. Conversazioni immaginarie con mia madre
Salani editore, 2007 Milano
Traduzione di Silvia Sichel
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16 giugno 2011
per quelli che 'io l'arte contemporanea non la capisco'
e non c'è niente da capire.
L'arte si deve esperire. Si deve vivere. Sentire. E poi eventualmente capire.
'ma l'arte antica parla di cose più facile da capire'
Cosa c'è di naturale e intuitivo nel godere alla vista di
un giovane nudo infilzato di frecce che guarda estatico verso il cielo
una folla di uomini che passeggiano dentro un'architettura
una montagna di sale con enormi cavalli che affondano
o un nero quadrato vellutato di pigmento puro steso per terra?
e non c'è niente da capire.
Si può amare un artista, sentirlo più di un altro.
Vibrare con Mantegna e Kapoor, mentre Raffaello e Paolini ci lasciano in silenzio.
Per quelli che 'io l'arte contemporanea non la capisco'
sottintendendo 'quella antica invece si'
se la differenza è l'esserci contemporanea, cito Bonami 'tutta l'arte a un certo punto è stata contemporanea'. Il vantaggio che abbiamo con l'arte di oggi è che parla delle cose che stiamo vivendo, e non occorre studiare contesti storici e correnti artistiche, perchè ci siamo già dentro. L'arte di oggi parla di oggi, parla a noi.
Chi dice che l'arte contemporanea non la capisce non ama l'arte e basta.
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14 giugno 2011
libertà, gabbie e artisti

Juanjo Sàez, L'Arte. Conversazioni immaginarie con mia madre
Salani editore, 2007 Milano
Traduzione di Silvia Sichel
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22 maggio 2011
megafono
... Ormai questi soldati le si mostravano tutti quanti delle copie invariabili di un meccanismo supremo giudicante e persecutorio. I loro occhi erano dei proiettori, e le loro bocche dei megafoni preparati a gridare ad altissima voce...
Elsa Morante, La storia
Einaudi editore, 1974 Torino
(lo appunto perchè mi ha rimandato immediatamente agli uomini-megafoni di Kentridge)
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10 febbraio 2011
l'eterno problema risolto
Ammetto alla prima che voi siate convinti, senza che io ci spenda parole, che l'arte non è imitazione della realtà, ma interpretazione individuale di essa.
(il ventiquattrenne professor Roberto Longhi alla sua classe di liceali introducendo la 'Breve ma veridica storia dell'arte italiana' nel luglio 1914)
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30 gennaio 2011
come i trucioli
"All'improvviso si accorsero che l'invecchiare aveva disgregato quel passato che negli anni dell'infanzia e della giovinezza consideravano così compatto e solido: il Tutto era caduto a pezzi e, anche se non mancava nulla, perchè quei frammenti contenevano ogni cosa successa fino a quel giorno, niente era più come prima. Lo spazio era diviso in luoghi, il tempo in momenti, gli eventi in episodi, e gli abitanti di via Katalin avevano infine capito che nelle loro intere vite soltanto un paio di luoghi, un paio di momenti e alcuni episodi contavano davvero. Il resto era un semplice riempitivo nelle loro fragili esistenze, come i trucioli che si versano nelle casse prima di un lungo viaggio per impedire al contenuto di rompersi..."
Magda Szabò, Via Katalin
Einaudi editore, 2008 Torino
Traduzione di Bruno Ventavoli (titolo originale: Katalin ucta, 1969)
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04 maggio 2010
vivre sa vie

Nanà:
Ma perché bisogna parlare sempre?
Io penso che bisognerebbe spesso stare zitti, vivere in silenzio.
Più si parla, più le parole non vogliono dire nulla.
…
Le parole dovrebbero esprimere esattamente ciò che vogliamo dire.
Ci tradiscono?
…
E perché bisogna esprimersi? Per capirsi?
Sconosciuto:
Dobbiamo pensare.
Per pensare dobbiamo parlare.
Non si pensa in altro modo.
…
Credo che si riesca a parlar bene solo quando si rinuncia alla vita per un certo tempo.
E’ quasi… il prezzo.
Nanà:
Ma allora parlare è mortale?
Sconosciuto:
Si, ma parlare è quasi una resurrezione rispetto alla vita.
Nel senso che quando si parla si ha un’altra vita rispetto a quando non si parla.
E allora per vivere parlando bisogna essere passati dalla morte della vita senza parlare.
… C’è una specie di ascesa che fa si che si può parlare bene solo quando si guarda la vita con distacco
Questa è la mia vita (Vivre sa vie), 1962
regia di Jean Luc Godard
con Anna Karina
scheda su wikipedia
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25 febbraio 2010
sontag e la fotografia/2
…
Sostanzialmente la fotografia attua l’imperativo surrealista di adottare un atteggiamento inflessibilmente egualitario di fronte a qualsiasi soggetto. (Ogni cosa è ‘reale’). E ha di fatto manifestato - come il gusto surrealista vero e proprio – una predilizione inveterata per il ciarpame, il pugno in un occhio, i rifiuti, le superfici scrostate, il kitsch. … Il fotografo – e il consumatore di fotografie – segue le orme dello straccivendolo, che era una delle immagini del poeta moderno secondo Baudelaire.
...
I fotografi, che agiscono nell’ambito della sensibilità surrealista, suggeriscono quanto sia vano cercare di capire il mondo e propongono invece di collezionarlo.
...
Susan Sontag, Sulla fotografia - realtà e immagine della nostra società
Giulio Einaudi editore spa, Torino 2004
Traduzione di Ettore Capriolo (titolo originale: On Photography, 1973)
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