18 novembre 2012
zardoz
Etichette: film, lazona kitsch
01 maggio 2011
il flauto magico
A digiuno di qualsiasi nozione d'opera ho visto 'Il flauto magico', per la regia di Kenneth Branagh, trasposizione cinematografica dell'opera mozartiana del 1791.
Dalla prima inquadratura digitale a fiumi. E tutto fa molto macchina scenica.
Linee di trincea merlettano i campi di battaglia.

Stormi d'aerei si lanciano al bombardamento come uccellini felici.
Una terrificante Regina della Notte canta note e carri armati.
Se si supera lo sfasamento del libretto in inglese...
Visto perchè: alla Scala di Milano si è appena messa in scena la versione del Flauto magico con la direzione e scenografie di William Kentridge.
Da vedere anche la versione di Emanuele Luzzati.
Il flauto magico, 2006
regia di Kenneth Branagh
con Joseph Kaiser, Renè Pape, Lyubov Petrova, Benjamin Jay Davis, Amy Carson
recensione di Nepoti per La Repubblica
Etichette: film
23 agosto 2010
tideland

La piccola Jeliza-Rose guarda con occhi magici la sua realtà di degrado totale, così come l'Alice letteraria seziona il suo mondo delle meraviglie con la ragione.
Gilliam ci fa entrare nei suoi sogni, e scansiamo muffe, insetti, cadaveri gonfi, appigliandoci alla piccola voce che ci solleva nell'ininterrotto rollio di questa visione sdoppiata, sghemba.

Tideland, il mondo capovolto, 2005
regia di Terry Gilliam
con Jodelle Ferland e Jeff Bridges
Etichette: film
02 luglio 2010
be kind rewind
No, è Michel Gondry che gioca a rifare i 'classici'.
Perchè, come dice il personaggio di Mia Farrow:
'Il nostro passato appartiene a noi, e noi possiamo cambiarlo'.
Qui Gondry sognava
Be Kind Rewind, 2007
regia di Michel Gondry
con Jack Black, Mos Def, Danny Glover
Etichette: film
18 maggio 2010
dai conan!

Chi l’ha visto in quegli anni non ha dimenticato Conan, il ragazzino incredibilmente forte dai piedi prensili. Visto oggi, a trent’anni di distanza (sigh!), dopo tante serie animate e tanta computergrafica, non ha perso un grammo di fascino.
Saranno i temi cari a Miyazaki, tutti presenti: il volo, il mare, la tecnocrazia in declino, l’eden erboso.
Sarà lo stile asciutto, morbido e sintetico nelle cromie e nell’azione.
Sarà infine la sceneggiatura, gli eventi catastrofici, i personaggi che evolvono, la narrazione senza enfasi e senza paternalismo.
Sarà che ci ha lavorato Miyazaki.
04 maggio 2010
vivre sa vie

Nanà:
Ma perché bisogna parlare sempre?
Io penso che bisognerebbe spesso stare zitti, vivere in silenzio.
Più si parla, più le parole non vogliono dire nulla.
…
Le parole dovrebbero esprimere esattamente ciò che vogliamo dire.
Ci tradiscono?
…
E perché bisogna esprimersi? Per capirsi?
Sconosciuto:
Dobbiamo pensare.
Per pensare dobbiamo parlare.
Non si pensa in altro modo.
…
Credo che si riesca a parlar bene solo quando si rinuncia alla vita per un certo tempo.
E’ quasi… il prezzo.
Nanà:
Ma allora parlare è mortale?
Sconosciuto:
Si, ma parlare è quasi una resurrezione rispetto alla vita.
Nel senso che quando si parla si ha un’altra vita rispetto a quando non si parla.
E allora per vivere parlando bisogna essere passati dalla morte della vita senza parlare.
… C’è una specie di ascesa che fa si che si può parlare bene solo quando si guarda la vita con distacco
Questa è la mia vita (Vivre sa vie), 1962
regia di Jean Luc Godard
con Anna Karina
scheda su wikipedia
Etichette: film, words words words
04 febbraio 2010
paprika
Di Satoshi Kon si è già parlato qui.
Di Paprika ancora no, eppure è già in giro dal 2006.
Trattasi di psicointreccio di sogni con irruzione ripetuta di una trionfante parata, accumulo ipertrofico di tutto, che si ingigantisce procedendo, inglobando e trasformando.
E da oggi per me alla voce 'parata' si materializzerà suono e immagine di questa.

Sito ufficiale.
31 gennaio 2010
blu avatar
solo per ricordare qualche colore, e gli incredibili effetti fluorescenti notturni (dal sito ufficiale)
e per quanto riguarda il 3D, lo provai in tempi non sospetti e ancora oggi devo ammettere che è come vedere elevato alla seconda. Vedere un fantastico altorilievo vivo.
13 gennaio 2010
playtime

Paris (?) è li, un paio di cartoline nascoste nel riflesso di una porta a vetri.

E per il resto quadrati grigi grigi grigi di vetro e metallo.
Un dedalo tutto ortogonale con poltrone di pelle nera per riposarsi e produrre suoni.

Si attraversano assonometrie con quel tipo dalle gambe lunghe.

Poi si entra al ristorante. Perché? Ah si, arriva il tipo con la pipa.
L’entropia aumenta e si scivola piano nella festa del Caos.

Due ore periferiche coronate da una carosello metropolitano in grigio auto.

Consigliato agli amanti del grigio, della geometria e/o del caos.
Uno dei miei film preferiti in assoluto.
Playtime, 1967
regia di Jacques Tati
con Jacques Tati, Barbara Dennek, Leon Donyen
scheda su wikipedia
sito ufficiale "tativille": visitatelo, è bellissimo
Etichette: film
16 settembre 2009
geometria e regia de Il divo Giulio


Quel divo che per mano di Sorrentino confessa anche per sua grandissima colpa … la responsabilità diretta o indiretta di tutte le stragi .. non strategia della tensione ma “strategia della sopravvivenza”… (dove gli) irriducibili amanti della verità… (sono) … tutti bombe pronte ad esplodere, che sono state disinnescate col silenzio finale … Tutti a pensare che la verità sia una cosa giusta e invece è la fine del mondo e noi non possiamo consentire la fine del mondo in nome di una cosa giusta
...
Che strana sensazione lascia questo film perfetto, che dice molto, troppo di un politico italiano, entra nella sua coscienza cattolica –spudorato- la contorna di numeri e parole perfettamente ritagliate e ci lascia così. Perplessi. E senza Verità.
Perfetta la geometria e il rigore della regia, eccovi una super grafica didascalia esplicativa dalla sequenza iniziale mozzafiato e mozzacoscienza. Per fortuna abbiamo poca memoria. Io almeno.
Il divo, 2008
scritto e diretto da Paolo Sorrentino
con Toni Servillo
Etichette: film
18 agosto 2009
valzer con Bashir

E’ giallo e nero, i colori del veleno, della morte, il passato che il regista cerca di ricostruire. Un passato che sembra completamente cancellato dalla sua memoria: la guerra combattuta in Libano con l’esercito israeliano e il massacro di Sabra e Shatila.
Valzer con Bashir è bello e agghiacciante.
Il tono onirico e la bellezza delle immagini permettono di distrarsi e respirare.
Ma sono gli ultimi fotogrammi a rimanere negli occhi. E non c’è scampo. 
Waltz with Bashir
regia di Ari Folman
art direction e illustrazioni di David Polonsky
direzione animazione di Yoni Goodman
per vedere e ricordare cliccate su Watch … trailer
Miglior film straniero 2009 ai Globe, agli Oscar, etc etc
06 agosto 2009
samurai jack
L'abbiamo incrociato tanti anni fa e ritrovato su Cartoon Network ora. Per festeggiare la riunione ci siamo visti la trilogia di Samurai Jack, un cartone che ci aveva folgorato per la sua eleganza grafica e per la gamma cromatica, oltre che per il protagonista samurai, che a noi ci piace sempre.
Ecco qualche fotogramma, per darvi un’idea dello stile che ora vedo molto spesso su altri prodotti della rete. Onestamente non so chi per primo abbia tracciato il sentiero, anche se un indizio è legato al regista russo Tartakovsky.

14 luglio 2009
la guerra dei mondi
If you have no goggles, turn away
(due minuti allo scoppio della bomba -atomica-
se non avete gli occhiali protettivi, allontanatevi)

The War of the Worlds, diretto da Byron Haskin, 1952
Quando capisci di aver assistito a centinaia di citazioni e parodie, e ti mancava l’originale.


Strepitosa la qualità delle immagini nell’edizione Paramount, che ci catapultano nel più puro american way of life anni cinquanta.
Etichette: film

















