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18 maggio 2010

dai conan!


Chi l’ha visto in quegli anni non ha dimenticato Conan, il ragazzino incredibilmente forte dai piedi prensili. Visto oggi, a trent’anni di distanza (sigh!), dopo tante serie animate e tanta computergrafica, non ha perso un grammo di fascino.
Saranno i temi cari a Miyazaki, tutti presenti: il volo, il mare, la tecnocrazia in declino, l’eden erboso.

un po’ di mare

un po’ di tecnodeclino

un po’ di catastrofi

Sarà lo stile asciutto, morbido e sintetico nelle cromie e nell’azione.
Sarà infine la sceneggiatura, gli eventi catastrofici, i personaggi che evolvono, la narrazione senza enfasi e senza paternalismo.
Sarà che ci ha lavorato Miyazaki.

04 febbraio 2010

paprika

Di Satoshi Kon si è già parlato qui.
Di Paprika ancora no, eppure è già in giro dal 2006.
Trattasi di psicointreccio di sogni con irruzione ripetuta di una trionfante parata, accumulo ipertrofico di tutto, che si ingigantisce procedendo, inglobando e trasformando.
E da oggi per me alla voce 'parata' si materializzerà suono e immagine di questa.


Sito ufficiale.

06 agosto 2009

samurai jack

L'abbiamo incrociato tanti anni fa e ritrovato su Cartoon Network ora. Per festeggiare la riunione ci siamo visti la trilogia di Samurai Jack, un cartone che ci aveva folgorato per la sua eleganza grafica e per la gamma cromatica, oltre che per il protagonista samurai, che a noi ci piace sempre.
Ecco qualche fotogramma, per darvi un’idea dello stile che ora vedo molto spesso su altri prodotti della rete. Onestamente non so chi per primo abbia tracciato il sentiero, anche se un indizio è legato al regista russo Tartakovsky.

21 maggio 2009

guerrieri giapponesi a milano

maedate - ornamento frontale per elmo

Non so niente di armature giapponesi, ma mi incantano appena giro lo sguardo nella sala di Palazzo Reale.
Provenienti tutte dalla collezione Koelliker (!!) a parte la copertura del cavallo - Castello Sforzesco – datano fra il sedicesimo e il diciannovesimo secolo. Un vero nippofilo vi direbbe “fino all’epoca Edo” e chissà cos’altro. Io vi consiglio di vederne almeno un paio nella presentazione in 3D che propongono sul sito dedicato alla mostra.

Mostra visitata il 16 maggio con Tullio, Marina e Riccardo

Samurai

Mostra a cura di Giuseppe Piva e della Fondazione Antonio Mazzotta
25 febbraio – 2 giugno 2009
Milano, Palazzo Reale - Piazza del Duomo 12

28 marzo 2009

miyazaki ci regala ponyo


Emozionante la bambina che corre sulle gigantesche onde pesce
L’apparizione della dea del mare
Le colline assediate dalle acque e Il paese sommerso

Leggevo su Ciak che gli animatori hanno avuto la precisa indicazione da parte di Miyazaki di far muovere tutto quello che volevano. E i disegni sono fatti esclusivamente a mano. A MATITA!

Bellissime la sigla iniziale
e la canzoncina che si insinua nel cervello per giorni

Ponyo ponyo, ponyo sofficiosa sei,
pancino tutto tondo, bambina tu!

Se avete più di cinque anni andate a vederlo.

La pagina che wikipedia dedica a Miyazaki (ehi, è nato il 5 gennaio!)

Trailer, informazioni e immagini sul sito della lucky red che lo distribuisce

e per i più esigenti il sito ufficiale giapponese

26 ottobre 2008

Silvia in Giappone/ultima foto

Nonostante il parere dell'autrice, pubblico questa foto di polpi (e non l'altra).
In ogni caso i polpi erano al mercato del pesce di Tokyo ad aprile scorso.

23 ottobre 2008

Silvia in Giappone/3

sarà mica una foto del mercato del pesce di Tokyo, scattata da Silvia ad aprile?

14 ottobre 2008

Silvia in Giappone/2

mercato del pesce di Tokyo, aprile 2008
foto di Silvia

11 ottobre 2008

Silvia in Giappone/1

mercato del pesce di Tokyo, aprile 2008
foto di Silvia

11 agosto 2008

paranoia post

fotogramma da Paranoia Agent, serie animata giapponese di Satoshi Kon

La sigla d'apertura e di chiusura sono geometricamente perfette.
Lo sguardo percorre la retta all'indietro
e il cerchio tutt'intorno
mentre i temi musicali si avvolgono.

Qui wikipedia soddisfa ogni vostra curiosità sulla serie.

22 ottobre 2007

Mishima

…
La bellezza non è quasi mai in relazione con la soggettività. Il narcisismo consiste in una intuizione della bellezza mediante uno sdoppiamento che consente di ammirarsi come oggetto. Invece l’azione è integralmente soggettiva. L’azione equivale a una forza che si avventa su un obiettivo formando un luogo geometrico, e può essere bella come la corsa di un cervo, che tuttavia è assolutamente ignaro della proprio grazia. Generalmente la bellezza non ha il tempo di cogliere il proprio fascino. Si potrebbe persino affermare che proprio in questa assoluta non coscienza di sé, la bellezza assume la sua forma più pura ed essenziale.
…
E’ dunque evidente che la bellezza dell’azione consiste in solitudine, tensione, tragicità, in una pura decisione individuale, in cui nessun altro essere umano può entrare.
…
L’essenza dell’arte è “poter ripetere un evento decisivo”. E’ dunque finzione.


Dal libro "Introduzione alla filosofia dell’azione" cap. 8, settembre 1969-agosto 1970
in Lezioni spirituali per giovani samurai di Yukio Mishima
Traduzione dal giapponese di Lydia Origlia.
Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano, quarta ed.1994

17 agosto 2007

Babel

Ritorniamo (ma ci siamo già stati?) sui 6 gradi si separazione.

Ecco Babel, tre continenti, tre storie che si intrecciano visivamente solo in un punto, con due foto e una telefonata. Un punto stretto ma uno solo, secondo il principio per cui un battito d’ali a Tokyo porta a un espulsione di clandestini in Messico.
Il montaggio sopraffino cuce le storie all’indietro e le riallinea senza fusi orari.

Immagini di polvere e luci artificiali che ricordo per voi, ma non ho trovato: schermo nero e piccoli cerchi bianchi, rossi, blu posati sulla diagonale; nuvole gialle sui soffitti di Tokyo ville lumière.

Peccato perdere la babelicità esplicitata nel titolo e occultata parzialmente dalla traduzione dell’inglese in italiano. Bocciata senza appello la resa dello spanglish in chioggiotto. Tutti in sala ridevano. Se si sottotitolano due terzi della pellicola si può anche compiere il passo definitivo. Distributori codardi!

Babel, USA 2006, regia di Alejandro González Iñárritu
Recensione di Emanuela Martini su FilmTV
L'opinione di quel geniaccio di ohdaesu

14 febbraio 2007

Alllooksame?

Alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, ho visitato con Chiara questa mostra a cura di Bonami. Non ho avuto mancamenti alla Stendhal, ma ho un elenco di nomi:

Cina
- Chen Shaoxiong Ink city
- Kan Xuan is black,
Video in bianco e nero, camera fissa su liquido (acqua), oggetti e vegetali che affondano, accompagnati dalla suadente voce che dichiara: Tomato is black; Toothpaste is white e via dicendo. Ipnotico ed elegante.
- Liang Juhui Protective Screen 1 e 2
- Liu Ding

Corea
- Lee Yong Beak, soffocanti muri di fiori con mimetici soldati
- Im Gook e le sue lezioni di storia dell’arte, ah ah!
- Lee Hyungkoo, Tom e Jerry come non li abbiamo mai visti (
questo veramente è un altro sfortunato cattivo)


Giappone
- Ayoama Satoru che cuce dipinti a macchina
- Akiyama Sayaka My domestic walking… stampe a colori per sublimazione su poliestere, perline e passamanerie lungo le vie di Torino,
questo mi piace
- Kathy trio di ballerine che ruotano e cadono, ruotano e cadono, ruotano e cadono.

Ho imparato ad abbinare nomi e nazioni -più o meno- e che la scrittura coreana ha una secchezza geometrica meravigliosamente aliena.