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08 marzo 2009

Hsiao Chin alla Triennale

E abbiamo visitato anche la mostra di Hsiao Chin alla Triennale Bovisa.
Grandissimi e medi formati, colore e superfici.
L’artista cinese ha girato parecchio ed ora sembra aver eletto Milano a sua residenza definitiva. A suo tempo ha insegnato all’Accademia di Brera.
A me è piaciuto molto il “periodo taoista”.

Qui il sito dell'artista, con le immagini di molte sue opere (fra i dipinti in mostra rottura e quando c'è affinità non c'è più distanza)

Approfittatene: per tutto il 2009 l’iniziativa FREE BOVISA garantisce l’accesso gratuito alla strruttura e alle mostre ospitate.

Mostra visitata con Tullio il 22 febbraio.
Hsiao Chin- viaggio in-finito. 1955-2008
A cura di Maurizio Vanni
17/2-5/4 2009
Triennale Bovisa Milano

13 dicembre 2008

la neve a milano

bovisa, davanti alla sede della triennale

21 ottobre 2008

Save as...


Fatta anche la Triennale Bovisa!

Mea culpa che ho aspettato tanto per andarci e per scrivere queste due righe. Dunque ritorna dal passato per voi SAVE AS... panoramica sull'arte contemporanea turca.

I save:

Men Crying
, 2001, Gülsün Karamustafa (nata a Istanbul nel 1946)
Classico schermo tripartito con storie parallele di uomini lasciati

I love 301,
Ferhat Özgür
L’articolo 301 del codice civile turco
(sostanzialmente punisce i reati d’opinione) salmodiato in stile karaoke. Difficile liberarsene, poi.

Foto proibite dentro, ma fuori… pink pavillion di Pesce a go-go.
Assolutamente piacevole il luogo. Era deserto.

Mostra visitata il 23 agosto con Silvia.

16 gennaio 2008

The Air is on Fire, David Lynch

La saga di Bob straborda su tela,
n
ei piccoli acquerelli in bianco e nero - colori che si impongono su tutto ciò che è in mostra -

Rain, 2005. Acquerello su carta. 15 x 22,5 cm.
© David Lynch, courtesy Fondation Cartier pour l’art contemporain, Paris.

nei Distorted Nudes, foto erotiche d’epoca macelllate alla Bacon, con orifizi che si aprono su forme organiche elementari (qui le molte immagini di clickblog.it),

ma soprattutto nella sezione video, allestita in un teatrino adeguatamente lynchiano.

Novanta minuti di corti, animazioni, esperimenti dove introducendo il tempo della visione obbliga l’osservatore a fermarsi, lo piega alla sua volontà di immobile angoscia e d’ombra.

Dato che era sabato nonchè il penultimo giorno della mostra (ma va?, e si che di solito noi si va per tempo…) i limitati posti dell’unica sala erano pieni, pieni i corridoi, lo spazio di fronte alla platea, le pareti di fondo, insomma: pieno. Quindi ho visto solo questi corti:

  • Six men getting sick
  • The Alphabet
  • The GrandMother
  • Intervalometer Experiments (ho gradito particolarmente Steps)

e questi filmati sperimentali:

  • Industrial Soundscapes
  • e Bug Crawls.


Cosa dire? Lynch piace o non piace.

A me piace.


Mostra visitata con Tullio, Marina e Riccardo il 12 gennaio

The Air is on Fire, David Lynch

Triennale di Milano
9/10/2007-13/1/2008

(todrowna)Rose visita la mostra di Lynch